La mattina del nostro secondo giorno di viaggio, ma primo effettivo giorno in città la sveglia è suonata presto.

La casa di Anna Frank

Una tappa che non volevamo assolutamente perderci una volta giunti ad Amsterdam, lè sicurmente la visita alla “Casa/museo di Anna Frank” situata al 263 di Prinsengracht Straat, proprio vicino la fermata del tram. Si erge difronte a un canale, come la maggior parte degli edifici tipici di Amsterdam ma, sebbene dall’esterno si confonda tra le altre decine di case, la storia di questo edificio è tutt’altro che normale.

Data la grande affluenza di visitatori e lo spazio ristretto del “rifugio” è bene programmare con largo anticipo la visita acquistando i biglietti online almeno due mesi prima [per info e biglietti]. La bigliettereia sul luogo infatti ha un limitato numero di biglietti e viene presa d’assalto causando file interminabili!

La storia di Anna Frank è tristemente nota: costretta a nascondersi con la famiglia a causa dalle leggi antisemite, dal 6 Luglio 1942 e per ben due anni vivrà in segreto, nell’annesso (costruito dal padre e dai suoi colaboratori) nel retro dell’edificio sede dell’impresa di famiglia nascosto al mondo esterno da una libreria di legno. Qui Anne scriverà il suo famoso diario, descrivendo la sua vita e quella degli altri 7 nascosti. Il 4 Agosto 1944 il rifugio però fu scoperto, i nazisti arrestarono e deportarono gli abitanti dell’annesso tra cui Otto Frank (il padre di Anna) fu l’unico sopravvissuto.

Le stanze della “Fabbrica” oggi costituiscono il corpo del museo con fotografie, pannelli e video esplicativi mentre alla biglietteria è possibile rirtirare un’audioguida gratuita disponibile anche in italiano. All’ultimo piano dell’edificio invece si trova l’ingresso del rifugio con la libreria originale (protetta da una teca) aperta sulle ripide scale. La visita dell’annesso è stata davvero un insieme di tante emozioni differenti. Osservare le piccole stanze, spoglie così come la furia nazista le ha lasciate, con solo le pareti scritte e decorate a testimonianza della vita condotta qui, ci ha davvero fatto riflettere, ci ha lasciato senza fiato.

Una volta usciti dal rifugio rimane poi l’ultima parte del museo, in cui tra le altre cose esposte è possibile vedere il diario originale e le pagine scritte direttamente da Anna a cui fa seguito un piccolo negozio in cui è possibile comprare molti libri (anche in italiano) e fotografie(non è possibile scattare foto all’interno).

Finita questa primissima esperienza olandese,ancora provati dalla visita, abbiamo deciso di passeggiare tra le vie ed i canali fino ad imbatterci in uno dei numerosi e colorati mercatini di quartiere sulle cui bancarelle è possibile trovare abiti souvenir ma anche fiori e articoli per la casa.

In battello tra i canali

Giunta l’ora di pranzo abbiamo deciso di fare un tour in battello lungo i canali comprando i biglietti (16 €) in un chiosco della “Lovers Canal Cruises” [per info] abbiamo navigato per un’ora intera lungo le vie d’acqua che collegano tutta la città. È stato un’esperienza davvero tipica e affascinante, perché ci ha permesso di vedere tutta la città da una prospettiva diversa con tanto di audioguida inclusa. Finito il giro, siamo tornati verso il centro, e abbiamo finalmente pranzato con hot dog da uno dei molti venditori ambulanti in Piazza Dam.

Il quartiere a luci rosse

Da questa famosa piazza abbiamo poi proseguito verso il celebre “Quartiere a luci rosse”, un labirinto di viuzze situato proprio nel cuore della città, nell’area conosciuta come “De Wallen”. Conosciuto già verso il 1300 qundo alcune donne si aggiravano tra i vicoli portando delle lanterne rosse per incontrare i marinai nei pressi del porto, questa zona è tutt’ora nota in tutto il mondo per le “vetrine umane” illuminate da luci rosse, dove le prostitute posano in abiti provocanti per attirare la clientela. In questa zona i turisti curiosi sono tantissimi e affollano le piccole strade, per cui vi raccomandiamo di fare attenzione ai borseggiatori che, nonostante la presenza della polizia, sono numerosi. Un’altra caratteristica di questo quartiere è l’alta percentuale di coffèshop e la presenza dello stravagante “Red Light Secrets”, il museo della prostituzione dove è possibile scoprire tutti i retroscena della professione e la storia di questa zona di Amsterdam.

Per concludere il nostro primissimo pomeriggio, ci siamo diretti verso l’enorme porto (non a caso, è il 4° in Europa per quantità di carico), che si trova sulle rive del Canale del Mare del Nord e della baia dell’IJ.

Nel pomeriggio siamo tornati in albergo abbastanza presto per prepararci all’ultima serata del 2018!

Il capodanno ad Amsterdam

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