A 10 km dal centro di Lucca  su un terreno di circa 16 ettari si trova la villa Reale di Marlia.

La storia

Nel IX secolo, era solo un fortilizio sede del duca di Tuscia, ma con il tempo e il susseguirsi di facoltosi proprietari la villa di Marlia acquistò sempre più lustro e nel 1629 divenne proprietà dei nobili lucchesi Olivieri e Orsetti che oltre a ricostruire il palazzo, commissionarono la realizzazione di un giardino Barocco. Tuttavia, solo con l’acquisizione della proprietà da parte di Elisa Bonaporte Baciocchi, sorella di Napoleone e regina d’Etruria la villa acquistò l’appellativo di Reale. L’edificio principale fu ristrutturato, fu acquistata la mensa arcivescovile e venne ampliato il parco in stile inglese. In questo periodo di grande splendore persino il maestro Paganini si esibì nel teatro del parco. Con la caduta di Napoleone la villa, molto ambita, cambiò proprietario in più di un’occasione, tra cui Maria Luisa di Borbone che incaricò l’architetto Nottolini di restaurare il parco e l’edificio. Oggi la villa è proprietà di privati e l’edificio principale, in fase di ristrutturazione, è chiuso è tuttavia possibile visitare il magnifico parco. Il prezzo del biglietto è di 9€ ma, prenotando online o arrivando in gruppo, potrete usufruire di riduzioni [per info e biglietti].

Il parco

Una volta attraversato il grande cancello siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Non eravamo pronti alla vastità del parco che immaginavamo molto più piccolo.

La nostra visita è iniziata dal famoso Viale delle Camelie: uno dei “punti di forza” del parco e che tra Febbraio e Marzo è in piena fioritura. La prima camelia arrivata qui fu la Camellia Japonica voluta da Elisa Bonaparte e proveniente dal giardino del fratello Giuseppe nella Reggia di Caserta. Nella Lucchesia queste piante hanno trovato un habitat ideale per crescere rigogliose ed oggi in questo viale se ne contano più di 30 varietà differenti. Grazie al QRcode posizionato alla base di ogni pianta è possibile poi scoprire le caratteristiche e la provenienza di ogni camelia.  

Seguendo il piccolo corso d’acqua adiacente il viale delle camelie siamo arrivati al lago. Collocato proprio alla fine el grande prato di fronte alla villa è il luogo che più ci è piaciuto. Il rumore dell’acqua e le fronde dei salici mosse dal vento ci hanno incantato. Siamo rimasti lungo le rive del lago per molto tempo, a ridere, far foto e osservare le bellissime statue di Vulcano Ercole e Demetra.

Il nostro percorso è poi continuato alla volta del Giardino all’Italiana, con le sue composizioni geometriche costituito in realtà da due piccoli giardini distinti che si trovano in prossimità dell’edificio della Villa del Vescovo, ed il Giardino spagnolo in stile art decò caratterizzato dalla forte presenza dell’acqua che si dirama da una grande vasca in piccoli canali che suddividono le varie “aiuole”.  Alle spalle del giardino Spagnolo abbiamo invece visitato il ninfeo con la sua inquietante ma interessante Grotta di Pan ricca di mosaici pietre e figure grottesche.

Nella nostra esplorazione un po’ per caso ci siamo imbattuti anche nei campi da tennis, bocce e croquet e nascosta da un’alta siepe anche la coloratissima piscina, che nonostante la sua età (fu costruita nel 1928) era già dotata di riscaldamento e trampolino ed ospitò nomi illustri come Alberto Moravia e Salvador Dalì.

Prima di terminare la nostra giornata abbiamo poi visitato i due teatri del parco: l’isolato teatro di Verzura nascosto da alte siepi e il teatro dell’acqua in cui il rumore dell’acqua, che in piccole cascate si riversa nelle vasche, diventa quasi musica.

Questa antica dimora è la meta perfetta per chi cerca un angolo verde a pochi minuti dal centro città adatto per adulti e bambini, un posto ideale per una giornata all’aria aperta tra colori e profumi.