A 163m sopra il livello del mare, tra la Valdinievole e la Piana di Lucca, si trova il comune di Montecarlo: con il suo centro storico ancora intatto e la rocca che torreggia sui vitigni sottostanti, è una meta ambita tra i turisti che amano il buon vino, ed è proprio qui che ci siamo diretti per l’avventura di oggi.Il paese di Montecarlo sorge dai resti dell’antico borgo di Vivinaia, originariamente abitato da piccoli artigiani e contadini. A seguito della battaglia di Altopascio (1325) e l’assedio di Lucca da parte delle forze fiorentine, fu distrutto e dato alle fiamme nel 1331. Gli abitanti di Vivinaia in fuga si rifugiarono così sul colle del Cerruglio ed è lì che, con il sostegno di Carlo IV di Boemia, nel 1333 iniziò la costruzione della cinta muraria del paese di “Mons Caroli” (il monte di Carlo), ovvero Montecarlo.

Oggi la cinta muraria è rimasta pressoché intatta, anche se l’amministrazione fu costretta ad aprire un varco per consentire il passaggio di Via nuova.In origine nelle mura vi erano 4 porte sorvegliate dagli abitanti del paese: Porta a Pescia (ormai chiusa), Porta a Lucca (che tra il 1570 e il 1594 fu ampliata), Porta dell’Altopascio e Porta Fiorentina.

Dopo aver parcheggiato in Piazza d’Armi, siamo saliti passando nei pressi dell’ormai chiusa Porta a Pescia, arrivando a fiancheggiare la Rocca. La fortezza, posta sul punto più alto del colle del Cerruglio, è il simbolo e la parte più antica del borgo (risale circa al XIV secolo). Fu messa in disarmo nel 1775 da Pietro Leopoldo e dopo essere divenuta proprietà comunale fu ceduta a privati. Non ci è stato possibile quindi visitarla al suo interno ma esternamente appare ancora perfettamente solida e ben conservata.

La Chiesa Collegiata di S. Andrea

Dopo una breve passeggiata lungo via Roma ci siamo diretti verso Porta a Lucca per ammirare il panorama e fare qualche foto. Ritornando indietro quasi nel centro del paese ci siamo fermati per visitare la Chiesa Collegiata di S. Andrea. Con il suo campanile, visibile da tutta la piana, la chiesa fu costruita tra il 1332 e il 1334. Della costruzione originaria però restano solo poche tracce (la cripta ad esempio) in quanto nel tempo fu quasi completamente ristrutturata e modificata. Anche la stessa torre campanaria fu rialzata: in passato, infatti, per ragioni militari, fu costruita della stessa altezza della facciata e fu fatto divieto a chiunque di salire sul tetto, o sulla torre, per evitare la visuale dell’interno della fortezza.

Nella chiesa è custodito l’affresco della Madonna del Soccorso, che rappresenta la Madonna nell’atto di difendere un bambino dal demonio: essa è divenuta protettrice di Montecarlo poiché, secondo alcune leggende, la Madonna apparve sulla torre della fortezza per difendere il borgo dall’attacco dell’esercito di Pisa intorno alla fine del 1400, e in seguito nel 1631 per salvare il paese dall’epidemia di peste che si diffuse ma che non colpì neanche un abitante di Montecarlo.

Il Teatro dei rassicurati

Dopo la visita alla chiesa ci siamo diretti al piccolo Teatro dei Rassicurati. Avendo controllato su internet prima di partire, sapevamo già che non sarebbe stato possibile visitare il teatro in quanto era in scena una rappresentazione teatrale e non era consentito l’accesso ai turisti, ma comunque siamo andati ad osservarlo almeno esternamente. Va detto che dall’esterno non si distingue molto dagli edifici adiacenti, ma i ragazzi che abbiamo trovato fuori dal teatro ci hanno detto che all’interno è una vera meraviglia. A pianta ovale ha una capacità di 200 posti, è circondato da 22 piccoli palchetti ed ha le caratteristiche strutturali e ambientali del classico “Teatro dell’Opera” del XIX secolo. Piccolo ma molto curato anche nei dettagli. La tradizione teatrale in questo paese si fa risalire intorno alla metà del 1600, quando le rappresentazioni teatrali venivano eseguite nelle piazze e nelle cantine. Solo nel 1795 L’Accademia dei Rassicurati aprì ufficialmente il teatro ospitando molte commedie e grandi nomi, tra i quali anche Giacomo Puccini, che frequentò il Teatro dei Rassicurati in occasione delle gite con sua sorella. Tuttavia, con il tempo si rischiò più volte la chiusura e addirittura la demolizione (1698). L’impegno degli abitanti di Montecarlo ha però reso possibile l’attuale apertura e attività di questo piccolo gioiello con una programmazione molto ampia.

Il vino di Montecarlo

Dopo aver esplorato ancora il borgo, fermandoci sulla terrazza panoramica, arrivando a Porta Nuova e percorrendo la piccola Via del Cerruglio, abbiamo deciso che era giunto il momento di fare una piccola pausa culinaria per assaporare le prelibatezze del luogo: ci siamo diretti quindi all’ Osteria della Fortezza, proprio di fronte alla Rocca. Inutile dirvi che abbiamo mangiato a sazietà taglieri con salumi e formaggi locali e pane con il tradizionale olio extra vergine di oliva, ma soprattutto abbiamo bevuto del buon “Montecarlo Rosso” Doc.

Il paese è infatti molto conosciuto per i suoi vini! Ci hanno spiegato che le prime testimonianze dell’attività vinicola di Montecarlo risale addirittura all’847 d.C. e lo stesso nome dell’antico borgo di Vivinaia deriva dal passaggio in quel luogo della “Via del Vino”. La dedizione dei viticoltori, le uve pregiate e il clima adeguato hanno permesso la produzione di vini rinomati e di alto livello. Da questa passione è nato anche un “festival del vino” che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre richiama in paese appassionati e turisti da tutto il mondo.

Quando il sole era ormai tramontato, e dopo una bella passeggiata per smaltire la nostra bella merenda, ci siamo diretti verso casa… E chissà, magari torneremo a fine estate proprio per la Festa del Vino.