La Grotta del Vento

Per l’avventura di oggi ci siamo spinti nel comune di Fabbriche di Vergemoli  infatti, sotto il monte Pania e Forato al centro delle Alpi Apuane, si trova la Grotta del Vento. Superato il piccolo borgo di Fornovolasco, punto di partenza per numerosi e affascinanti sentieri di montagna (tra cui proprio quello per il Monte Forato) a pochi minuti in auto si giunge all’ingresso di questa meraviglia sotterranea situata sul fondo del Canale di Trimpello. In questa zona gli agenti atmosferici modificano costantemente il paesaggio creando meraviglie naturali tra cui la Grotta stessa uno stupendo esemplare di fenomeni carsici. Stalattiti, stalagmiti, laghetti e corsi d’acqua, addirittura un pozzo sono visitabili nel cuore della montagna protetti da una temperatura interna costante di circa 10° per tutto l’anno.

Sebbene già dal 1600, le fredde correnti d’aria che uscivano dalla montagna erano conosciute ed utilizzate per mantenere freschi i cibi, la prima scoperta della grotta avvenne nel 1898 quando una bambina per gioco o forse per sfida riuscì ad infilarsi in una delle aperture da cui fuoriusciva l’aria e insieme ad altri ragazzi raggiunse quella che oggi viene definita “sala dell’Orso (oggi qui è possibile vedere resti di un grande orso) a soli 20 metri dall’inizio della grotta. La prima effettiva esplorazione però avvenne solo nel 1929 ad opera del Gruppo Speleologico Fiorentino del C.A.I. che a causa della forte presenza di acqua si arrestò a soli 60 metri. Il susseguirsi di ricerche negli anni portò nel 1964, grazie al Gruppo Speleologico Lucchese del C.A.I., all’esplorazione e documentazione geomorfologica e fotografica di 1100 m di gallerie. Ad oggi si conoscono oltre 4km di grotta, ma l’esplorazione continua.

L’ingresso turistico è a circa 642 metri sul livello del mare e dopo soli pochi metri si è colpiti da un forte vento che dall’interno spinge verso l’esterno, che si placa solo quando viene chiusa una pesante porta blindata situata poco dopo l’entrata. Ciò è dovuto al fatto che l’aria esterna, ancora più calda di quella interna, è più fredda e pesante e precipita verso il basso causando un forte vento in uscita. Quando invece, al contrario, la temperatura esterna è più bassa di quella interna accade il fenomeno contrario. Lo scenario che si rivela subito dopo essere entrati è a dir poco mozzafiato! Formazioni calcaree perfette e in continua evoluzione, sembrano quasi nuvole soffici o piccole vele nate dall’entroterra. Il desiderio di toccarle è quasi irrefrenabile ma è severamente vietato, poiché gli acidi del nostro corpo a contatto con la superficie calcarea indurrebbero prima una colorazione nera e in seguito la “morte” della formazione stessa. Il percorso, a tratti ripido a tratti pianeggiante, è ricco di scalini e restringimenti ma è decisamente adatto per qualunque tipo di escursionisti inclusi famiglie con bambini. I percorsi che si possono scegliere sono tre: il primo è il più pianeggiante e ricco di concrezioni calcaree (ha una durata di un’ora), il secondo permette di scendere in una zona della grotta ancora in fase di ampliamento in cui è possibile osservare un piccolo fiume sotterraneo (ha una durata di due ore), infine il terzo percorso comprende la visita ad un pozzo verticale di 90 m assolutamente mozzafiato (ha una durata di 3 ore). Ogni metro verso l’interno della grotta dà l’impressione di avventurarsi in un mondo fantastico. Sicuramente l’esperienza che più colpisce è quando nella parte più interna della grotta, la guida, richiedendo un assoluto silenzio, spegne tutte le luci per “ascoltare” la grotta. Il buio è assoluto, si può quasi toccare, ogni rumore è amplificato: gocce che cadono a metri di distanza sembra cadano proprio accanto a noi. Davvero una sensazione stranissima. Ovviamente sperimentare il buio totale, ha dato il via a storie puramente inventate su mostri delle grotte e fantasmi, che oltre a inquietare noi stessi, hanno spaventato a morte qualche altro escursionista più fifone. Una volta terminato il tour, tornati nella zona della biglietteria (il biglietto d’ingresso varia in base al tipo di percorso scelto e parte da 9€ e comprende la guida), è possibile pranzare nel bar o se preferite optare per un “pranzo al sacco” sono presenti numerose aree picnic ben curate. Un’occasione per grandi e piccoli di visitare un luogo in continua evoluzione, lontano dai rumori e dall’inquinamento…dove il tempo sembra scorrere più lentamente!

L’Eremo di Calomini

Lungo la strada di ritorno superato Fornovolasco e successivamente la diga di Trombacco con il suo piccolo laghetto verde, si può scegliere di visitare un altro splendido luogo appartenente sempre al comune di Fabbriche di Vergemoli: L’Eremo di Calomini. La strada è ripida e piena di curve e i parcheggi non sono numerosi ma vi assicuriamo che vale la pena visitarlo. Incastonato nella roccia al di sotto di un grande strapiombo l’Eremo di Calomini è quasi interamente scavato nella roccia.  La costruzione si fa risalire al XII secolo quando un gruppo di monaci iniziò a costruire delle grotte in cui condurre una vita da eremiti. Si dice poi che nell’anno Mille un’immagine della Madonna apparve ad una pastorella, il culto di questa apparizione crebbe a tal punto che l’immagine fu portata nella chiesa di Gallicano ma, dopo essere sparita e ritrovata per ben due volte nel luogo della prima apparizione, si decise di lasciarla nel luogo originario e costruirvi una cappella. Dalle piccole grotte degli eremiti e la piccola cappella di sviluppò in seguito anche tutto il monastero. Con il tempo il romitorio è diventato meta di pellegrinaggi, ma data la posizione isolata e la ripida salita, mantiene ancora quell’atmosfera di devozione e raccolta. Il silenzio regna sovrano interrotto solo dai cinguettii degli uccelli che hanno fatto il nido tra i rami degli alberi. E’ possibile raccogliersi in preghiera sia all’interno del santuario sia sulle panchine esterne accanto ad una fontana di acqua freschissima. Anche chi non è interessato all’aspetto “sacro” del luogo può comunque trovare qui un angolo silenzioso in cui è possibile restare soli con i propri pensieri lasciandosi alle spalle la frenesia del quotidiano.Consigliamo vivamente di visitare questo posto suggestivo, anche solo per godere della vista che dalle porte dell’eremo sui estende sulla valle sottostante e raggiungere seguendo le indicazioni il maestoso presepe meccanico, situato poco sopra “l’Antica Trattoria dell’eremita”, che rimane esposto tutto l’anno ma che, in questo periodo di festività, si tinge di magia.

Gli esuli