Con l’arrivo della primavera, abbiamo deciso che era giunto il momento di fare un bel picnic. Per questo nostro pranzo all’aperto siamo giunti a Capannori a pochi chilometri dal centro di Lucca. La nostra giornata è iniziata con una bella camminata nella località che i contadini chiamarono Parole d’oro a causa delle iscrizioni dorate che si trovano su uno dei ponti che attraversavano l’acqua che andava a convogliare nel “Tempietto di Guamo”.  Partendo infatti da questo piccolo ponte o direttamente dal tempietto di raccolta è possibile passeggiare lungo il canale immerso nella natura, dove una volta scorreva impetuosa l’acqua che (oggi si limita in un piccolo fiumiciattolo). La zona è molto bella e curata e sono numerosi i runner, o le famiglie con bambini e cani che passeggiano raccogliendo fiori.

L’acquedotto Nottolini

Dopo una bella passeggiata verso la montagna seguendo il percorso e divertendoci a scendere e salire nel canale, siamo ritornati al Tempietto di Guamo per raggiungere la struttura che più di tutti è riconoscibile in questo comune e che si estende per chilometri: L’Acquedotto del Nottolini. Seppur per molti possa sembrare molto più antica, quest’opera architettonica risale all’800, e fu realizzata dall’architetto lucchese Lorenzo Nottolini su richiesta di Maria Luisa di Borbone. In questo periodo infatti era divenuto necessario migliorare e incrementare l’approvvigionamento idrico della città di Lucca e di tutta la zona adiacente. Le acque provenienti dalle montagne e dalle Sorgenti vennero fatte convogliare in un sistema di canali e tempietti (in cui tramite pietre e griglie l’acqua veniva depurata) che andavano a confluire in due condotti sulla cima degli archi dell’acquedotto (uno con acqua più “pura” che va alle case, mentre l’altro va alle fontane della città).

L’idea originale era che gli archi arrivassero fin dentro le mura di Lucca, ma ciò non è stato possibile, ed oggi l’acquedotto con i suoi 460 archi si estende pressoché integro (ad eccezione del tratto in cui attraversa l’autostrada A11) per più di 3 km fino al Tempietto di San Concordio.  Dopo una bella passeggiata, ormai affamati, ci siamo “accampati” sotto uno degli archi per un bel picnic nella natura. Più tardi, dopo un meritato pisolino post pranzo abbiamo ripreso le auto ed abbiamo raggiunto una delle ville più famose della lucchesia.

La Villa Reale di Marlia

La Villa Reale di Marlia, dimora storica Toscana, è oggi meta di turisti da ogni parte d’Italia. L’edificio principale è chiuso al pubblico ma è possibile visitare lo splendido parco, costituito da viali e deliziosi giardini. Aperta solo in alcuni periodi dell’anno, è un luogo perfetto per riposare all’ombra di alberi frondosi. Vi invitiamo a rifarvi gli occhi in questo posto in cui abbiamo trascorso un magnifico pomeriggio [per saperne di più leggete il nostro articolo dedicato alla villa qui].

La Quercia delle Streghe

Prima di rientrare, abbiamo deciso di andare a visitare un luogo insolito di Capannori: quella che viene comunemente definita la Quercia delle Streghe. Rami lunghissimi e contorti, un fusto enorme e una leggenda mista a storia vera che da anni avvolge di mistero e meraviglia questo posto. La strada per arrivare fin qui risulta a tratti stretta e per una buona parte non asfaltata, ma merita sicuramente lo sforzo. Dopo una curva infatti, inizialmente nascosta tra gli alberi, proprio sul bordo della strada vi troverete davanti ad un’enorme esemplare di roverella (15m di altezza e quasi 40m di diametro della chioma) con rami talmente grandi da ver bisogno di supporti.

C’è silenzio nonostante qualche curioso. È un luogo perfetto per scattare foto, soprattutto al tramonto, quando dai rami filtrano i raggi proiettando al suolo un groviglio di ombre indefinite. Nei suoi quasi 600 anni di vita quest’immenso albero ne ha passate davvero tante: da fulmini ad insetti infettanti, passando per la furia nazista che voleva abbatterla per avere legna da ardere, fino ad una grande ondata di turisti che hanno deturpato radici e rami. Ciò che affascina di questo luogo, oltre al fatto di trovarsi davanti ad un albero con così tanta storia alle spalle sono le leggende che hanno contributo ad aumentare l’aurea di mistero che circonda questo posto. L’origine del nome “Quercia delle streghe” sembra infatti provenire dalla credenza popolare che in passato questo luogo isolato fosse dominio di streghe. Secondo la leggenda le fattucchiere si riunivano su questa pianta per effettuare i loro riti, provocando così l’andamento orizzontale della chioma dell’albero, che a causa del loro peso non è riuscita a svilupparsi in altezza. La seconda storia è invece legata alla credenza secondo cui questa è la pianta in cui Pinocchio, il burattino protagonista delle storie di Carlo Collodi fu impiccato dagli assassini che volevano derubarlo (il paese d’origine dello scrittore infatti non è molto distante da qui).

Se state cercando un luogo non molto distante dalla città ma immerso nel verde, dove trovare pace e anche un pizzico di mistero sicuramente il comune di Capannori è un luogo perfetto per una gita domenicale.