Abbiamo deciso di cominciare questa viaggio attraverso i comuni della provincia di Lucca partendo da Borgo a Mozzano, che si estende nella valle del fiume Serchio, a 97 metri sopra il livello del mare.

Nel nostro girovagare, molte volte abbiamo visto il piccolo borgo adagiato sulla collina e il famoso Ponte del Diavolo, simbolo indiscusso della Media Valle del Serchio: stavolta, però, non siamo solo di passaggio! Abbiamo infatti deciso di fermarci per vedere cosa ha da offrirci questo comune.

IL PAESE

Il paese di Borgo a Mozzano è relativamente piccolo e la sua parte più antica si districa intorno a tre strade principali, ricche di edifici in stile medievale e piccoli negozietti. Tra i luoghi di interesse sicuramente emergono la Chiesa di San Rocco, costruita sui resti dell’antico oratorio di San Sebastiano, e la Chiesa di San Jacopo, costruita tra XI e il XII secolo, che ospita il simulacro della “Maddalena in terra” di Andrea Della Robbia, che prima si trovava in un piccolo tabernacolo al ponte della Maddalena.

GLI EVENTI

Sebbene le dimensioni siano modeste, il comune è molto frequentato dai turisti anche grazie ai numerosi eventi che si susseguono nell’arco di tutto l’anno. In primavera, nel mese di aprile, viene organizzata la festa dell’Azalea: una mostra-mercato in cui è possibile trovare una grande quantità di fiori, piante e attrezzature per il giardinaggio. L’origine di questa festa risale al 1970, quando, a seguito di uno studio, i ricercatori si accorsero che l’Azalea cresceva in modo pressoché spontaneo in ogni giardino del borgo, grazie alle condizioni ambientali e climatiche del territorio.Nel periodo estivo viene invece organizzata una festa che a noi Esuli, molto amanti del buon cibo e della birra artigianale, piace molto: il “Festival”, in cui è possibile assaporare prodotti tipici e birre locali, il tutto accompagnato da animazione e musica dal vivo.Il 31 ottobre, ogni anno, ci ritroviamo tutti a Borgo Mozzano per la “’Halloween Celebration”, una delle feste dell’orrore più famose d’Italia. Il costo d’ingresso è veramente ridotto, ma il divertimento è assicurato! Il paese intero si trasforma e si riempie di figuranti mascherati pronti a spaventare i passanti ad ogni angolo, l’atmosfera è spettrale, nell’aria si spande il profumo di caldarroste e cibo proveniente dai vari stand, e nelle piazze è possibile godersi la musica di dj ed orchestre. Vi consigliamo assolutamente di non perdervi lo spettacolo pirotecnico che si svolge in prossimità del ponte della Maddalena dopo la messa in scena della rivisitazione della leggenda di Lucida Mansi.

Dopo il piccolo tour del borgo, giunta l’ora di pranzo, ci siamo diretti verso il ponte della Maddalena, dove abbiamo gustato un ottimo pranzo all’ Osteria del Diavolo a base di formaggi e salumi, tra cui il tipico Prosciutto Bazzone della Garfagnana. Una coppia simpatica seduta vicino a noi (a quanto pare sono assidui frequentatori del posto) ha colto l’occasione per raccontarci un po’ del ponte, impressionandoci un pochino perché anche loro hanno “visto qualcosa” in un giorno di nebbia!

Ma procediamo con ordine…

IL PONTE DEL DIAVOLO

Il Ponte della Maddalena deve il suo nome all’ortatorio della Maddalena, che in passato sorgeva proprio ai piedi del ponte e fu commissionato dalla contessa Matilde di Canossa nel XI secolo per consentire il passaggio dei pellegrini che cercavano di raggiugere Roma tramite la via Francigena che passa dalla città di Lucca. Negli anni il ponte fu restaurato da Castruccio Castracani e rischiò anche di essere fatto saltare quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti lo minarono durante la ritirata. La notorietà del ponte è però dovuta alla leggenda che riguarda la sua presunta edificazione. A causa del suo aspetto particolare, oseremmo dire “strano”, molto arcuato e asimmetrico, si riteneva infatti che il ponte non fosse stato costruito da mano umana, bensì dal demonio! Secondo la versione più nota, la leggenda narra che il costruttore incaricato della realizzazione del ponte, resosi conto di non poter finire i lavori entro i tempi stabiliti e sicuro del proprio fallimento, una sera, mentre si trovava sull’argine del fiume, ricevette la visita del diavolo. Il demonio gli propose di terminare i lavori in una sola notte, ma in cambio avrebbe ottenuto la prima anima che avesse attraversato il ponte. Il costruttore accettò e il ponte fu ultimato, ma i sensi di colpa lo costrinsero a confessare tutto al sacerdote, che ideò uno stratagemma: nessuno fu fatto passare sul ponte finché, il giorno dell’inaugurazione, il sacerdote fece attraversare un cane. Il diavolo beffato fu costretto a prendere l’anima del cane e, adirato e giurando vendetta, si gettò nel fiume. Da questa leggenda deriva quindi il nome “ufficioso” con cui il ponte è conosciuto: il Ponte del Diavolo. Secondo alcuni, compresi i nostri nuovi “compagni di pausa pranzo”, nei giorni di nebbia è possibile scorgere un cane bianco che da solo attraversa il ponte, mentre l’acqua si increspa come se vi fosse caduto dentro qualcosa. Tuttavia, oggi il sole splende, non ci sono nuvole e tanto meno nebbia, quindi non ci resta che salire sul ponte senza il timore di fare incontri “misteriosi”.

Dopo una miriade di foto e video e il rocambolesco recupero (se ci stai leggendo grazie signor pescatore con il berretto verde) della custodia della macchina fotografica, siamo risaliti in auto.

LA LINEA GOTICA

Avremmo voluto visitare il Museo della Memoria, ma eravamo già in ritardo, quindi abbiamo fatto solo una breve sosta ai resti del muro anticarro della Linea Gotica visibili lungo la strada, subito dopo il paese. A Borgo a Mozzano, infatti, si trova l’unico tratto rimasto completamente intatto dell’intera linea di fortificazione che attraversava l’Italia dal Tirreno all’Adriatico: costruita dai soldati nazisti per rallentare l’avanzata degli Alleati, questa porzione di Linea Gotica rappresenta oggi un importante patrimonio storico. Il comune di Borgo a Mozzano, non a caso, ha dato vita a un Comitato di Valorizzazione che ha attuato un’opera di manutenzione dei siti d’interesse e l’istituzione di visite guidate ad alcune gallerie, camminamenti e bunker. Non avendo prenotato non ci è stato possibile fare il tour guidato, ma quello che abbiamo potuto vedere liberamente ci ha incuriosito a tal punto che sicuramente torneremo a visitare il museo e a fare il tour con una delle guide volontarie del Comitato.

La nostra giornata a Borgo a Mozzano finisce qui, tra misteri, leggende e resti storici, sicuramente torneremo ma, intanto vi consigliamo di trascorrere una giornata, o anche un solo pomeriggio, in questo piccolo borgo ricco di angoli interessanti.

AL PROSSIMO COMUNE!

Gli Esuli